Donna di fiume

Credo di avere provato l’amore, almeno una volta; è stato un brivido di buio in una stanza d’affitto, è stato trovare il fondo di una morte felice e la disperata allegria di non servire a niente, e lacrime e risate e l’intenso di carezze più pure. Credo di avere provato l’amore, almeno una volta, con una donna travolta da correnti di fiume, bianca e moribonda come una prima comunione, libera e buia come i miei occhi tra le dita, feroce e dolorosa come la rabbia dell’inferno. Credo per un’amore così non ci sia che una volta perchè è allora che il buio si scava la sua ultima tana e la confessione dipana le paure di sempre in un interminabile abbraccio di donna di fiume, nella sua corrente di vita e di stanchezza. Credo che un amore così sia negato ai beati perchè è la fiamma di un fuoco che tramanda la morte, perchè i beati non sanno le stanze d’affitto, hanno paura del buio e delle parole, perchè le donne di fiume non son mai beate. Credo che un amore così non si perda per strada; gli occhi degli altri per quanto ti frughino non sanno capire che la dolcezza preziosa che nascondi tra i denti è la ridicola e meravigliosa discesa di un uomo che impara a non morire da solo.

 

Claudio Lolli

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