Eleven Kinds of Loneliness

Ma forse la metamorfosi più grande era quella di Tiny. I vestiti di per sè non erano una sorpresa: tutti sapevano che la sua famiglia aveva un avviato ristorante nel Queens, e dunque nulla di strano che indossasse un bel cappotto nero e la sciarpa di seta. La cosa straordinaria era la dignità che questi abiti gli conferivano. Il suo solito, sciocco sorriso era sparito, non rideva più sgangheratamente e i suoi movimenti non erano più goffi. Gli occhi sotto la breve tesa del cappello non sembravano più gli stessi, erano calmi e imperiosi. Né l’effetto generale era sciupato dalla mancanza dei denti, perché teneva sempre la bocca chiusa tranne che per mormorare brevi, quasi sbrigativi auguri di Natale. Gli altri malati guardarono con rispetto quell’uomo nuovo, quel vistosissimo estraneo che usciva dal padiglione battendo i tacchi sul pavimento di marmo. Più tardi, mentre camminava verso casa lungo i marciapidi di Jamaica, la gente si scostò istintivamente per lasciargli il passo.

Tiny era cosciente della splendida figura che faceva, ma sulla soglia di casa smise di pensarci.

[…] Rimase Harold finchè la licenza finì, poi lasciò i familiari che gli si stringevano intorno per gli addii, gettandosi il suo gran cappotto sulle spalle e aggiustandosi in testa il cappello. Rimase Harold fino alla fermata dell’autobus e per tutta la strada verso l’ospedale, e quando entrò nella corsia C gli altri l guardarono, salutandolo quasi con timidezza. Tiny andò diritto al suo letto, depose i numerosi pacchetti, uno dei quali conteneva la vestaglia nuova, e s’avviò quindi alla latrina per svestirsi. Era l’inizio della fine: quando uscì con indosso il suo vecchio pigiama stinto e le ciabatte malridotte c’era soltanto l’ombra dell’importanza di prima sul suo volto flaccido, e anche questa scomparve nel giro di un paio d’ore, mentre se ne stava steso a letto ad ascoltare la radio.

[…] Ora, a meno di una settimana di distanza, poteva ancora riprendere la sua dignità indossando la vestaglia nuova, assumendo un certo tono e pensando intensamente a casa sua. Naturalmente, era questione di qualche giorno soltanto, finché l’indumento, a forza di portarlo, non si fosse un po’ sgualcito; allora tutto sarebbe finito, ma intanto funzionava come un amuleto.

[Richard Yates]

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